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La Donna nel Magistero

«Grazie a te donna per il fatto stesso che sei donna. Con la percezione che è propria della tua femminilità, tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani». Così scriveva nel giugno 1995 Giovanni Paolo II nella famosa “lettera alle donne”. Un messaggio di grandissimo valore sociale ricordato da Sua Eccellenza Raffaello Martinelli, Vescovo della Diocesi di Frascati, durante il convegno regionale “La donna nel magistero di Giovanni Paolo II”. L’evento, organizzato dall’associazione dei Nuovi Castelli Romani, ha spiegato le ali sabato 2 aprile nel suggestivo scenario del Monastero di Santa Maria (Abbazia di San Nilo), con il patrocinio della Presidenza della Regione Lazio, della Diocesi di Frascati e dell’Associazione Umanità Nuova. Un’occasione di confronto e riflessione sul “genio femminile” come lo amava descrivere Wojtyla, la cui figura è stata ricordata con grande affetto a distanza di sei anni dalla sua scomparsa e in considerazione della prossima beatificazione del Papa polacco. Ad aprire i lavori è stato Ettore Pompili, presidente dell’associazione dei Nuovi Castelli Romani. «Esprimo a nome mio e del Direttivo dell’Associazione – ha dichiarato Pompili – grande soddisfazione per aver portato a termine un così importante progetto: discutere il tema della donna nel magistero di Giovanni Paolo II grazie al contributo di qualificati relatori, e alla disponibilità dell’Archimandrita Padre Emiliano Fabbricatore e agli insegnanti e studenti del Liceo Classico Benedetto XV. Abbiamo ricevuto con immenso piacere il patrocinio da parte della Diocesi di Frascati che ha pienamente sposato l’iniziativa. Colgo anche l’occasione per esprimere sincera gratitudine a Maria Voce, Presidente del Movimento dei Focolari, e al Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, per le parole espresse a sostegno di questa nostra iniziativa». Luigia Felici ha portato il saluto delle donne dell’associazione Ncr, passando poi la parola a Padre Emiliano Fabbricatore, Archimandrita dell’abbazia di San Nilo, che ha sottolineato la grande forza spirituale delle donne. «La donna – ha ricordato Padre Emiliano — ha fatto passi da gigante anche nel nostro Monastero, che nel corso del tempo è divenuto misto». Il testimone è passato poi a Gabriele Mori, Primo Cittadino di Grottaferrata. «Noi ricordiamo con grande affetto Papa Wojtyla – ha commentato il Sindaco — e trovo di grande importanza analizzare il suo magistero su un tema delicato e complesso come quello della donna. Ancora una volta, l’associazione di Ettore Pompili dimostra la sua enorme potenzialità culturale, confermandosi una realtà associativa che risponde alle esigenze del nostro tempo».

Dopo il saluto del Sindaco, il convegno è entrato nel vivo con gli interventi tematici di quattro illustri relatori: il Vescovo di Frascati Monsignor Raffaello Martinelli, la dottoressa Lucia Abignente, dottore in Teologia “Centro Chiara Lubich”, il professor Carmelo Pandolfi, dirigente scolastico dell’Istituto Benedetto XV di Grottaferrata e docente dell’Università Europea di Roma, il professor Claudio Letizia, professore di ruolo di Medicina Interna Università “Sapienza” di Roma. A fare da moderatore è stato il Professor Alberto Lo Presti, Docente di Storia delle dottrine politiche alla Pontificia Università S. Tommaso d’ Aquino – Angelicum. Nel suo intervento, il Vescovo Martinelli ha posto l’accento sul “genio femminile”: un’espressione molto cara a Papa Wojtyla. «Giovanni Paolo II ha parlato delle donne in tanti documenti – ha spiegato il Vescovo – usando l’espressione genio femminile, che si rinviene nella lettera Apostolica Mulieris Dignitatem del 30 settembre 1988. Prima di Woytila, anche Pio XII definì le donne come il sole della famiglia e della società. Voglio ricordare che la terza carica della nostra Diocesi, cioè il cancelliere vescovile, è una donna>. Lucia Abignente ha ricordato la figura di Chiara Lubich, donna di grandissimo spessore morale definita “un simbolo di rivoluzione femminile modesta e silenziosa». Di altissimo profilo intellettuale è stato anche l’intervento del Professor Carmelo Pandolfi, che si è soffermato in particolare sulle “figure cristiane femminili intellettuali”. Tantissimi i riferimenti e le citazioni dotte evocate da Pandolfi, tra cui quella di Abelardo: «Abelardo – ha ricordato Pandolfi — diceva: se volete sapere come io ho amato Dio, non guardate a come io ho amato Eloisa, ma come ella ha amato me». A chiudere il giro degli interventi è stato il Professor Claudio Letizia, che ha posto l’accento sulla figura femminile nella sua fisiologia e patologia, guardando dall’angolo visuale del medico cattolico. L’Accademico ha illustrato studi statistici sulle malattie dell’apparto cardio—vascolare, che ancora oggi vengono considerate erroneamente una tipicità del sesso maschile. A tal riguardo, Letizia ha ricordato la frequenza di casi di sottostima del rischio e inadeguatezza delle indagini diagnostiche, esortando alla prevenzione.

 

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