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Cellule staminali: Ricerca e Futuro

E’ in programma per giovedì 18 ottobre ore 16,30 il Convegno Regionale dal titolo “Cellule staminali: Ricerca e Futuro” che si terrà presso Palazzo Ruspoli a Nemi,  organizzato dall’Associazione Dei Nuovi Castelli Romani con il patrocinio dell’Agenzia Regionale del Lazio per i trapianti e le patologie connesse e la partecipazione tra gli altri del Sindaco di Nemi, Alberto Bertucci, di Lanuvio, Luigi Galieti, e di Genzano, Flavio Gabbarini. locandina-210x300Infatti il tema dell’iniziativa, di rilevante interesse dal punto di vista della ricerca sanitaria, è di forte attualità  perchè di primaria importanza nella cura di difficili patologie mediche. Per questo l’Associazione, presieduta da Ettore Pompili, è già in passato intervenuta su questa materia e si è fatta promotrice di una campagna di informazione e sensibilizzazione sul tema della donazione soprattutto da cordone ombelicale, fonte di cellule staminali, sull’area dei Castelli Romani “Nella direzione, già intrapresa in passato – è intervenuto il Presidente di NCR Dott. Pompili –  è stata organizzata l’iniziativa del 18 ottobre  a Nemi che vuole essere un momento per dare le giuste informazioni e promuovere la donazione delle cellule staminali da  cordone ombelicale sul nostro territorio, da sempre sensibile al tema dei trapianti”. L’introduzione ai lavori sarà affidata al Prof Carlo Umberto Casciani, Commissario Straordinario dell’Agenzia Regionale per i trapianti che si è espresso al riguardo così: “Siamo di fronte a un epoca nella quale la medicina e la chirurgia rigenerativa rappresentano un presente che è gia futuro. Infatti lo testimoniano le scoperte eseguite dai due premi nobel per la medicina proprio in questo settore sulla riprogrammazione delle cellule”. Tra i relatori il Dott. Pietro Gentile che si soffermerà sull’utilizzo delle cellule staminali nella chirurgia plastica. “Le applicazioni della chirurgia plastica nel campo della chirurgia rigenerativa – ha dichiarato il Dott. Gentile – riguardano mediante l’uso delle cellule staminali di derivazione adiposa e dei fattori di crescita ricavati dal sangue il trattamento di esiti di ricostruzione mammaria, di perdite di sostanza e piaghe da decubito, di ulcere trofiche e vascolari, di emiatrofie facciali e esiti di ustione”. Al dott. Fabio Ambrosini, coordinatore trapianti per l’Asl RmH sarà affidato invece il compito di spiegare qual’è la situazione nel nostro distretto sanitario. “Da  diversi anni le cellule staminali, cellule dotate di indefinita capacità di autorinnovamento ed elevato potere differenziativo, ovvero la prodigiosa capacità di tramutarsi in cellule specializzate, sono in prima linea nel campo della ricerca scientifica e dell’interesse pubblico. Attualmente le pubblicazioni che riguardano l’uso clinico delle cellule staminali, sono oltre 1200 e sono in corso 260 protocolli clinici di ricerca che prevedono l’utilizzo di queste cellule, testimonianza del grande interesse nel mondo scientifico internazionale. Dal 1988, le cellule staminali presenti nel sangue placento-cordonale, stanno sostituendo gradualmente il trapianto del midollo osseo, nella cura di molte malattie ematologiche e non. I risultati,brillanti, sono ancor più enfatizzati dalle caratteristiche di economicità, non invasività, sterilità, eticità ed immediata reperibilità. Le cellule staminali, non utilizzate per trapianto, ma sottoposte in laboratorio a manipolazioni estese, hanno aperto quel grosso capitolo in continua espansione che va sotto il nome di “medicina rigenerativa” e che attualmente è impiegata nella cura di circa un centinaio di malattie. Nell’Azienda Sanitaria RMH, da Marzo 2009, è operativa una convenzione con la Banca del Sangue Placento-Cordonale della Regione Lazio, per la fornitura e la conservazione di cellule staminali ad uso solidaristico. Sono stati individuati per il prelievo, gli ospedali di Anzio, Genzano, Marino e Velletri, perchè sedi di Ostetricia.  Il procedimento di prelievo, di per sè semplice, è reso estremamente complesso da una serie di condizioni che rispondono a severi standard qualitativi e che limitano grandemente il numero di sacche bancate. Nel 2011, nella ASL RMH, a fronte di 2790 parti espletati, sono state prelevate 124 sacche di sangue cordonale. In totale, da Agosto 2009, fino a Giugno 2012, sono state da noi bancate 311 sacche. Tramite l’impianto delle cellule staminali, provenienti dal sangue cordonale donato dalle partorienti della nostra ASL, sono principalmente curate le leucemie mieloidi e linfatiche di tanti bambini nel mondo. La donazione del sangue cordonale non è di pregiudizio nè per la madre nè per il figlio e nel momento della nascita, oltre alla gioia di aver dato alla luce un bambino, si può avere anche quella di poterne salvare uno che è condannato a perderla”. Il Sindaco di Nemi, Alberto Bertucci, ha dichiarato: “Sono lieto di organizzare insieme al presidente dell’Associazione NCR Ettore Pompili un convegno di questo spessore scientifico su un tema più che mai di attualità. Fino a poco tempo fa il sangue del cordone ombelicale veniva solitamente eliminato, poi studi recenti hanno dimostrato che il sangue contenuto nel cordone ombelicale e nella placenta è ricchissimo di cellule preziose, dette cellule staminali in grado di poter curare alcune malattie, come la leucemia o altre gravi forme di patologie a carico del midollo osseo. Di qui l’idea di utilizzare il cordone ombelicale, per donarlo a chi ne ha bisogno. Donare il sangue del cordone ombelicale è un procedimento molto semplice e non comporta nessun rischio né per la mamma né per il bebè, ecco perchè conservare il sangue del cordone ombelicale è un atto previdente per tutelare la felicità futura dei propri bimbi, ed è una forma di altruismo quando donandolo, possa servire ad aiutare una persona meno fortunata.”

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